sensibilia scritta

scrivere senza pensare e pensare senza sapere
lunedì, 16 luglio 2007

Caro Prof ti scrivo...

Ho rubato l'inizio di una famosa canzone di Dalla.

Lei probabilmente non l'avrà nemmeno mai sentita, la canzone... tantomeno il cantante.

Si, glielo confesso: ho rubato! Sono nel mezzo dei suoi amati Dieci comandamenti e sono colpevole!

Non Le scrivo affinchè mi assolva... non lo chiederei scrivendo qualche miserevole riga sul web.

Oh, che stupida... commetto errori continui: Le dò del "tu"... ma era per non sfregiare il mio plagio.. La prego, almeno questo me lo perdoni...
...e, se può (ed io so che Lei sa farlo) perdoni anche di non averLa aggiornata sulle evoluzioni che si sono succedute negli anni... e che oggi mi vedono qui, seduta davanti ad una tastiera, a cercare un punto d'incontro pseudo scritto con Lei.

No, La scongiuro... non mi chieda un riassunto in breve: chi meglio di Lei può ricordare quanto sia lontana da me la proprietà di sintesi!!

Ok, ha ragione... sono cresciuta e avrei dovuto almeno imparare qualcosina... ma mi conceda di passarLe i miei pensieri così come OGGI riesco a fare... glielo domando come favore personale.


Ecco.. lo sapevo che sarebbe stato indulgente... è la dote che più ho apprezzato di Lei...sempre.




Sa una cosa?

Ricordo a spezzoni il nostro primo incontro... piccoli tagli di pellicola consunta dal tempo...



Avevo seguito alla lettera tutte le regole che imponevano in quegli anni... Lei se ne ricorderà che prima di incontrarci io non avevo mai messo piede in una scuola statale, vero?!

Sa.. alla privata era molto diverso... facevo la bulletta perchè chi avevo di fronte era più cagasotto di me...opssssss più timido e indifeso di me.. mi scusi...

Non mettevo il grembiulino.. o, se lo facevo, appena in classe o fuori dalla portata di un qualsiasi adulto me lo strappavo di dosso... odiavo indossare qualcosa che mi rendesse così "uguale a tutti"... perchè fin d'allora io non mi sentivo così.


Ebbene quel primo giorno alla scuola media, invece, non volli essere diversa... volli e fortissimamente volli (ahahah ci ricasco con le citazioni ad capocchiam... ehm.. cof cof.. a caso) essere una delle tante.

Lei sa perchè?

Perchè avevo paura... paura della mia diversità.. mi sentivo ciò che ero sempre stata: indifesa e timida... insicura... e metter sù quel grembiule nero mi faceva sentire "una di loro"... che poi 'sti "loro" non mi hanno mai nè accettata nè compresa.. beh.. è un'altra cosa.


Ero seduta nella prima fila di banchi... un pò fremevo dalla curiosità.. e tanto dalla paura... cosa mi sarebbe accaduto adesso???

Fu allora, credo (gli spezzoni si accavallano e rimescolano così velocemente che non ci giurerei sui dettagli... si si.. lo ricordo che non si giura... ma era solo un modo di dire..Come? Non si usano certi modi di dire? Beh... allora passerò tutto il tempo a chiederLe scusa.. perchè oramai sono difettosa e certe cose non si correggono più... per cui con il cuore in mano Le chiedo venia in anticipo per tutte le cose che citerò in maniera sconveniente) che La vidi per la prima volta.

La porta si aprì e l'ansia degli scolari sembrava fendere l'aria settembrina ancora calda d'estate... un brivido strano lungo la spina dorsale perfettamente aderente a quello schienale di plastica...

Io ero nel gruppo... tremavo dentro...come una sorta di palpito di paura e gioia di una nuova scoperta...... tutto insieme!!

Lei entrò.. ci fù come un mormorio.. o forse accadde solo nella mia testa... però la sorpresa l'avemmo eccome!!!

L'unica cosa che ancora non sapevamo era che quello che avevamo davanti ai nostri occhi era soltanto il principio.


Un pò come la punta di un iceberg.


Un ometto con pochi capelli, pantaloni e giacca grigi.. un colletto strano... dritto come un collarino...ed al centro del grigiore una fascetta bianca!!!


Noi non sapevamo ancora che quella era la "Sua" divisa... ma l'avremmo scoperto solo dopo qualche giorno...



Il professore di italiano un prete!!!



Ci domandammo più tardi se eravamo delle mosche bianche o se era del tutto normale avere un prete che facesse il prof... ma quelle erano solo futili... perchè le vere domande ce le fece Lei... anche nei Suoi silenzi (pochi) e le Sue pause (rarissime)... ed i Suoi discorsi (infiniti).

"Che senso ha la mia vita?"

Ma dico, Prof, non Le poteva venire un modo migliore per iniziarci alle scuole medie inferiori?????

Forse per i miei compagni (dei quali ho perso del tutto le tracce) non ebbero gli stessi traumi che al contrario provocò in me quel Suo quesito...

...poco importa...



Si? Come dice? Perchè Le sto scrivendo? Devo sintetizzare?

Prof? Professore??? Alzi la voce.. per favore... non La sento!!!!
















Sedici luglio duemilasette.... quasi 27 anni e forse più da quel giorno...

Sono seduta davanti a questo monitor... non so nulla.. forse qualcuno anni fa mi disse che Lei era morto... Non ricordo più... c'è un enorme taglio sulla pellicola...

Non sento più il timbro della Sua voce...

Ricordo soltanto i suoi occhiali dalla montatura tonda... il colletto bianco.... il sorriso col quale ci raccontava la letteratura italiana e la vita...
......di come al funerale di Sua madre volle che le campane della chiesa suonassero a festa..perchè passava in un mondo migliore la Sua mamma e Lei non trovava carino si suonasse "a morto"... troppo poco consona la tristezza per un evento che Lei vedeva tanto bello!




Vorrei riuscire a sentirla di nuovo.. ma quel pezzo di pellicola è davvero molto rovinato...



Perchè se io adesso riuscissi a sentirLa e farmi sentire... Le chiederei:
"Prof mi rivela finalmente quello che in tanti anni non mi ha ancora spiegato rimandandolo sempre, con quel sorriso sornione? Mi direbbe qual'era la risposta esatta del primo tema che ci diede?
Mi riesce a fare questo dono? Che senso ha la nostra vita?"






Dedicato all'uomo che sottilmente ma con tenacia inconfondibile ha saputo capirmi più di me stessa e farmi amare la mia lingua... un pò meno la religione... ma tant'è.. esseri umani siamo!

postato da porcospina alle ore 19:53 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: ricordi


martedì, 10 luglio 2007

Solitudo

Fin da bambina, che io ricordi, sono stata sola.

Per favore, non è un blog strappalacrime.. non ero la piccola fiammiferaia e quindi non venite a rispondermi che tutti siamo soli a questo mondo...etc etc..

Non ho bisogno di retorica reiterata.

Io ero "sola" e basta.

Avevo una mamma ed un papà, un fratello ed una sorellina... ma continuavo a essere "sola"....

Ok, state partendo in quarta e pensate di scrivermi "guarda che c'è al mondo tanta gente che sta messa peggio di te.. almeno in quanto a solitudine"

Beh a me ORA non me ne fotte del mondo..
...ORA sto scrivendo di me e basta.

Evitatemi 'sti luoghi comuni.. e non perchè io pensi che l'erba del vicino sia sempre più verde... e nemmeno perchè abbia voglia di rimuginare su quanti vivono o hanno vissuto peggio di me.

Ognuno ha la sua storia.. ed i suoi "problemi".

Ma ora basta: me ne fotto degli altri!!!!!

OGGI scrivo di me.. se non vi sta bene passate oltre.. non ho voglia di fanculizzarvi... sto troppo a terra per cazzi miei!



Terapia scrittoria... ed io ci riprovo.


Ero e sono stata sempre sola..

Molto spesso ho "cercato" questa mia solitudine... ma spesso ne sono anche stata "vittima inconsapevole".

Tiriamo le somme?

Tra qualche mese compirò i miei 37 anni... abito nuovamente in famiglia dopo anni ed anni... mi sento sola peggio di quando lo ero per davvero.

Le persone che mi circondano non hanno un reale interesse per me... se sono imbronciata o col viso pensieroso al massimo mi domandano: "cosa c'è? Qualcosa non va?"

Ed io mi sono stancata di cercare delle spiegazioni valide alle loro risposte....

Odio il <COME STAI>... lo odio dal profondo!

E come devo stare? Se ti vengo a dire la verità quasi mi ridi in faccia perchè credi che non ci sia motivo per stare così... e cominci una paternale lunga ore sul sacrificio che tutti fanno ogni giorno per vivere o per sopravvivere....

Allora mi sto zitta..
"come stai?" - "bene", "tutto ok" e via così... che almeno mi risparmio inutili e noiose filippiche.

Sono sola e stavolta ho paura... perchè non l'ho cercata io.. l'ho subìta... e sono troppo debole per reagire.

Allora scrivo.. nel vano tentativo che almeno questo mi possa dare "sollievo"... ma, come precisavo, credo che sia del tutto vano...

Vivo in una bolla di sapone che tutti si ostinano a chiamare vita... ed anche tu.. che sembrava (ma anche quella era pura illusione) mi capissi e comprendendomi alleviavi il mio stato... beh, anche tu te ne stai fregando alla grande di me.

Spesso mi addormento e sogno di sparire dal globo.. non di morire.. sono una cagasotto.. non lo farei..

Ma soltanto sparire.. e forse, chissà.. rinascere... semmai come albero o quant'altro.. ma non rinascere di nuovo così.

Chiedo venia a quanti vivono sofferenze ben più grandi della mia... purtroppo in certe cose l'ago della bilancia non conta... ed io mi sento così... sorry.

postato da porcospina alle ore 11:31 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: pensieri alla rinfusa


lunedì, 09 luglio 2007

La sofferenza

Quella fisica e quella psicologica... qualsiasi tipo di sofferenza rende ciechi.

Si è innamorati e si è ciechi.

Si sta male e si è ciechi.


Chi soffre diventa egoista.. ancora di più se lo era già da prima.

Non ci si rende conto delle persone che lo/la circondano.. si pensa solo alla propria sofferenza e si dimentica che esiste tutto un mondo intorno.

Peccato.. perchè tu stai soffrendo.. in ogni senso.. e non noti nemmeno la mia mano protesa per cercare di aiutarti.. o darti sollievo..

Non ti rendi conto che SONO QUI.


Questo mi abbatte, mi fa sentire inutile, impotente ed inadeguata...


E appena sparisco per un pò mi corri a cercare... sempre con le TUE regole... e non ti accorgi nemmeno da lontano quanti sforzi io faccia per evitare di star male con te... perchè questo non sarebbe d'aiuto a nessuno di noi due.

Non ti accorgi più di me.. ma delle futilità che vivi quotidianamente...

Un giorno ti risvegli e stai male e pensi: ma lei è l'unica che mi capisce.

Solo allora mi cerchi... altrimenti vanno bene anche i rapporti superficiali.. tanto è lo stesso.

La sofferenza per me ADESSO è essere "lo stesso che..."

.....

postato da porcospina alle ore 08:36 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: tristezze


venerdì, 06 luglio 2007

Diamoci un taglio ogni tanto, eh?

La stanchezza non ferma il pensiero..

..anzi...

..lo stimola..lo aggroviglia come una matassa di lana lasciata nel cesto a sonnecchiare per anni o mesi....

...vorrei si fermasse... vorrei mi lasciasse "riposare".. ed invece lacera.. si insinua.. occupa anche il fisico già debole di per sè...

... datemi una boccetta di minias.. forse si fermerà.. o forse avvierà soltanto il sonno che a sua volta, nemico ulteriore, conterrà troppi pensieri.. fino a giungere ai soliti incubi.. ricordi che il tempo non è capace di cancellare...

Per carità, fermatelo.. il mio cervello deteriorato..

...vi prego.. diteglielo voi che sono stanca.. che ho BISOGNO che qualcuno schiacci semplicemente quel  tastino e tutto vada in "stand by"... almeno per qualche ora...

...non anelo ad altro che un pò di pausa.

On air:  mumble mumble mumble...

postato da porcospina alle ore 23:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: pensieri alla rinfusa


giovedì, 05 luglio 2007

Ricordi come Rigurgiti

Era qualche estate fa... una delle più belle, ricordi?



Odiavamo entrambi le vacanze.


Del mare proprio QUELLA estate non ce ne poteva fregà de meno.

 


Della gente idem.

 


Ci siamo scelti un bel posticino, eh?

 


O meglio, lo hai scelto tu ed io, perfetta geisha, t'ho seguito.


I miei sguardi per te si sprecavano.

 


I miei respiri anche.

 


Ero rintanata in quell'alberghetto di quel paese svuotato di gente.

 


Simpaticissimi i padroni.. quasi diventavamo parenti, ricordi?

 


La notte era nostra più del giorno.

 


Una di quelle sere eravamo seduti fuori.. al medesimo locale...


Volesti sfidarmi a chi beveva più birra e la reggeva.


Arrivammo sulla tua R1.. blue, il tuo colore.


Mi tolsi il casco e ti seguii... "stiamo fuori stasera?"

"ok"


Mai sfidarmi ed oggi lo sai bene... raccolgo sempre le sfide e soprattutto le tue.


Mi chiedesti se avevo la faccia di far sedere al tavolo con noi il cameriere.. avevi voglia di trasgressione... volevi vedere fino a che punto sarei riuscita ad irretirlo..


Perdesti miserrimamente.. quella sera..


...in ogni senso.. e la tua faccia livida lo confermava.. geloso e stupido!

 


La sera dopo.. o una delle tante.. stesso arrivo.. e stesso pub..rombo e poi motore a cuccia.


"Dentro, al bancone?"

"ok"

 


Odiavo quegli sgabelli e tu lo sapevi.. mi ci dovevo arrampicare e nemmeno riuscivo a tenermi in equilibrio.


Ma a te piaceva la tua geisha che ti seguiva ovunque.


Ed a me piacevi tu e stare con te, SEMPRE.


Ancora una pinta.. sì, a lei rossa ed a lui chiara doppio malto... solo e unicamente alla spina, of course.

 


Il video in alto trasmetteva solo immagini, lo stereo pompava il rock dei nostri anni da adolescenti... e le pinte da mezzo litro e più si susseguivano come fosse pane.

 


Quella fu la sera che mi facesti davvero paura, razza di idiota!!!


Il rettilineo, il casco... la strada deserta.. mi stringevo a te come se avessi già sentore di perderti... e forse lo avevo intuito...


Un'accelerata e tutto divenne sempre più "stretto"..il mio viso nel casco, il rettilineo deserto, il tuo addome che stringevo sempre e che voleva sfuggirmi..


Folle!


240 e non riuscii a leggere oltre.. tra il cambio di una marcia e l'altra c'era solo la moto che non voleva essere tenuta a freno.. e poi più niente... il sorriso sulle mie labbra... perchè io sapevo già di amarti e tu no..



Fermi davanti all'hotel... "sali?"

"e certo.. così conciato non arriverei dietro l'angolo"... avevo vinto ancora.. più birra di te, mio caro...e più amore del tuo..

 


In camera.. la voglia si impossessò di noi.. l'uno parte dell'altra.. odore di birra.. sapore di sesso ed amore.. ed i miei pantaloni gettati sul pavimento...


"cosa hai fatto, lì?"

"scemo.. e me lo chiedi anche? Li hai fatti bruciare tu quando eravamo in moto, prima di andare a vedere le stelle.. quando me le hai fatte vedere per la velocità... - una R1 impenna sempre al cambio di marcia, non puoi fare molto per tenerla a bada - ....la tua moto è fatta per una sola persona.. la tua moto non mi vuole"


"lei è una stupida.. la adoro ma non capisce un cazzo di donne... ti voglio io!"

 


E non ci furono più due corpi.. ma solo una nuvola di sesso intriso d'amore e birra e corse in moto e stelle da decifrare e Aglianico fatto in casa e... e..... e mille altre cose...






Ricordi?

 









Io si.

 

 








On air la nostra song di quell'estate magica quanto triste:    Please, please, please let me.. The Smiths...

 

...fino alla nausea...

postato da porcospina alle ore 22:24 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: tristezze


Chi sono

Utente: porcospina
sono il fluire delle emozioni che diventa scrittura.. di pensieri o di storie sognate... di incontri forse mai avvenuti.. di occasioni perse e colte.


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